Profumo di mandorle

"Ti piacciono le mandorle?"

"Si, molto"

Come faccio a spiegartelo quel “molto”?

Il richiamo arriva dritto dall’infanzia, non ho bisogno neanche di scavare troppo tra le sequenze. La macchina rossa arriva e si posiziona sempre nel solito fazzoletto di terra volgendo le spalle al mare.

“È arrivato il nonno, andate a prendere la spesa” urla mia nonna dal cucinino.

Esco scalza: marmo, mattone, pietra, terriccio, asfalto. Liscio e ruvido, caldo e freddo si alternano e li sento passare sotto la pianta del piede, ormai bruciata dal calore dell’estate. Prendo per prima la MIA busta bianca, quella del mercato, “Ti ho comprato 3 kg”.

E poi a tavola, il rituale che si ripete da quando ne ho memoria: una piramide di gusci verdi sul tavolo, uno strano arnese rosso fuoco tra le mani di mio nonno. Il guscio verde si rompe nonostante, a volte, la difficoltà di quella mano dolorante.

Così la tavola resta tra le briciole del pane di Laterza, la macchina di primitivo e le pellicine opache.

Per me il profumo di mandorle è affetto allo stato puro.

E anche tu ora profumi di mandorle.

Ea

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Da dove vieni? Where are you from?

"ciao, piacere GINO PAPERINO"

Io intanto sto pensando a come mi chiamo, e ovviamente non ascolto il suo nome.  (Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare Facebook, per aver migliorato la mia vita da questo punto di vista)

"Andrea, piacere"

A questo punto le situazioni sono 2:

  1. "Andrea non è un nome da maschio?"

    Devo ammettere che con il passare del tempo ho smesso di chiedermi il perché di questa domanda così idiota. Ma tendo a rispondere “eh si, i miei sono fantasiosi”, “Alla fine mi è andata bene, mia madre voleva chiamarmi Selvaggia” o se il tono della pregunta non è di mio gradimento “chi ti dice che non lo sia?”. #figadimerda

  2. "ciao da dove vieni?"

Dopo 22 anni a cui rispondo alle stesse domande, mi sorprendo di non aver          trovato ancora quella giusta.

QUESTA E’ LA FATIDICA DOMANDA. “Where are you from?” Nonostante la mia vita sia stata piuttosto lineare, questa domanda mi destabilizza tutte le volte. Sono nata a Taranto, sono cresciuta in un paese tra Modena e Bologna, (ma lo sai che lì hanno inventato il tortellino?), e ora vivo a Modena, la città della Ferrari, ma studio a Bologna.

A volte la gente non si accontenta e ci tiene a mettermi in difficoltà e incalza con

"Si va beh ma qual'è casa tua?"

Il problema è che non ho una risposta a questa domanda, o forse si…

Sono legata alla mia vita quotidiana a Modena, ma soprattutto alla sua provincia. Qui ho dato i primi baci, ho imparato a guidare, conosco le strade, i ristoranti, i volti. Ma non ho un senso di appartenenza al luogo, piuttosto alle persone.

La mia casa è una piccola località balneare dove sono cresciuta e dove torno sempre: Porto Pirrone, Leporano, Taranto, Puglia, Italia, Europa, Mondo.. La mia infanzia l’ho spesa costruendo capanne in giardino, scavando nella terra, correndo sugli scogli, tuffandomi nel mare, insomma…facendo tutto quello che una femmina-maschio possa fare fino ai 10 anni.

Il posto che io chiamo casa ha tutto quello che mi fa stare bene quando lo ritrovo in giro per il mondo, tipo….

Il colore del cielo,

Il rumore delle onde,

Il profumo del timo selvatico,

Le buganvillee che si arrampica sul muro bianco,

Il gelsomino che profuma la strada verso il mare,

La lucertola che immobile davanti al sole,

Il tramonto dietro la torre costiera,

I bambini per strada,

I ricci sotto i piedi,

Il sale sulle labbra,

I fiori di cappero,

Le cene in famiglia.

A poco è servito aver vissuto 16 anni su 22 in un altra città, è sempre al sud che vorrò tornare, NEL MIO POSTO NEL MONDO.

Viaggi, viaggi e non vai da nessuna parte.

La mia casa è Porto Pirrone, perché se un giorno scomparissero tutti è proprio lì che vorrei tornare.

BUONA VITA,

Ea


“Hi, nice to meet you, I’m GOSLING.”

While you are pronouncing these words I’m thinking about my own name and I forgot to listen his. (I’d like to thank Facebook for helping me matching faces and names)

“Andrea, Nice to meet you”

At this point there are only 2 possibilities:

1. “Andrea? Isn’t it a male name? I just met an Andrea from Italy..he was a man.”

I have to admit that as time goes by I stopped asking myself the reason for this humiliating question. Usually I answer “ Oh yes..my parents are creative” or “well…my mother wanted to call me Selvaggia (WILD in english)” sometimes if I don’t like the tenor of the question I roll out the big guns.. “ Who told you that I’m not” (#BITCH).

2. “Hi, where are you from?”

I’ve been answering this question thousands of time, but let’s figure it out together.

Hundred dollar question…”Where are you from?”

Although my life has been pretty straightforward, this question bothers me every time. I was born in Taranto, I grew up in a town between Modena and Bologna, (Tortellino was invented here (Y)), now I live in Modena, the city of Ferrari, but I study in Bologna.

Sometimes people are not satisfied and….

“Ok..but where do you belong to?”

I’m not sure to have the right answer for this question..

I’m attached to my daily life in Modena, especially to his province. Over there I gave my first kiss, I learned how to drive, I know every single street, restaurants, faces. But I do not have a sense of belonging to the place, rather to people.

My HOME is a small village where I grew up and where I go back every time I can: Porto Pirrone, Leporano, Taranto, Puglia, Italy, Europe, World. I spent my childhood building huts in the garden, digging holes with bare hands, running on rocks, jumping into the sea, well … I did everything that a tomboy could do up to 10 years old.

The place I call home has everything that makes me feel good when I find it around the world, like….

The color of the sky,

The noise of the waves,

The scent of wild thyme,

Bougainvilleas climbing on a white wall,

Smelling Jasmine walking towards the sea,

Lizards basking in the warm rays of sunlight,

The sunset behind the coastal tower,

Children playing in the street,

Sea urchin spine under feet,

Salt on the lips,

Caper flowers,

Family dinners.

So…this is my place in the world.

 

My house is porto pirrone, because if suddenly everyone disappear that’s the place I’d like to go.

BUONA VITA

Ea

 

 

Not only pasta.

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Partiamo dal presupposto che sono orgogliosa di essere italiana, e che credo di essere cresciuta nel paese più bello del mondo.

Oggi è una giornata importante in Italia, la nostra repubblica compie 70 anni.

Questo post è sopratutto per i non-italiani, per tutti quelli che  mi hanno chiesto: Cosa c’è oltre gli stereotipi di “Pizza, Mafia, Spaghetti e Mandolino”?  Perchè mangiate sempre tutti insieme? Perché vi vestite sempre bene? ….Ma Berlusconi?

Che tu stia guardando la Dolce Vita di Fellini o la vetrina di  Gucci, nuotando in acque cristalline, sorseggiando un bicchiere di vino o grattugiando del parmigiano reggiano, sei a conoscenza di una piccolissima parte della nostra cultura. Con qualche video provo a portarvi nel nostro mondo.

1. Luoghi Comuni

2. Cibo

3. Famiglia

Attraversando il bel paese ci si rende conto come sia quasi impossibile trovare un elemento comune tra nord e sud, tra regione e regione, tra città e città. Tutto cambia rotolando su e giù per lo stivale: le tradizioni, la cultura, l’architettura, la cucina.  Se esiste un posto nel mondo dove vale la pena vivere, io l’ho già trovato, con tutte le sue difficoltà e controversie.

Essere italiani vuol dire essere riconoscibili dalla camminata, dai vestiti, dal modo di parlare e di gesticolare.  Vuol dire amare il cibo in ogni sua forma, tavolate di amici, parlare per ore con sconosciuti, salutare il vicino di casa, mettere l’ospite prima di tutto. Vuol dire che il 70% della popolazione sorride ogni giorno.

Potrei continuare con questa lista all’infinito…ma vi consiglio di venire a scoprire la meraviglia con i vostri occhi.

Buona Vita

Ea


We have to assume that I’m proud to be Italian, and I think I’ve grown up in the most beautiful country in the world.

Today is an important day in Italy, our republic turns 70. This post is especially for non-Italians, for all those who have asked me:

What can you find beyond the commonplace of “Pizza, Mafia, Spaghetti and Mandolino”?  Why do you always eat together? Why do you always wear fancy clothes? …what about Berlusconi?

Whether you’re watching Fellini’s Dolce Vita or Gucci’s window, swimming in crystal clear waters, sipping wine or grating parmesan cheese, you’re aware of a small part of our culture. With some short movies I try to bring you all into our world.

1. Common Places

2. Food

3. Family

Crossing “il bel paese” you’d realize that it is almost impossible to find things in common between north and south, from region to region, from city to city. Everything changes rolling up and down the boot:  traditions, culture, architecture, cuisine. If there is one place in the world where life is worth living, I have already found it, with all its difficulties and contradictions.

Being Italian means to be recognizable by  manner of walking, way of speaking and gesturing. It means to love food in all its forms, tables of friends, talking for hours with strangers, greet the neighbor, put the guest first. It means that 70% of the population smiles every day.

I could go on with this list…but I suggest you to discover the wonder for yourself.

Buona Vita

Ea

 

Immortali

“Hai salutato la tua classe di eroi, per fare il grande salto..”

Sono stati giorni concitati, giornate intere al computer, la corsa all’ultimo pattern, una crisi isterica lunedì notte, occhi stanchi..e il fatidico ultimo esame. Ma ora..beh sono in ferie fino a martedì..incredibile. Sono talmente traumatizzata dall’uso del computer che oggi dopo aver messo la cosa sbagliata in valigia mi dicevo “ctrl+Z..ctrl+Z”…e non è una battuta!

Però…vi regalo questa.

Cosa dice un vettore ad un altro?
“Scusa, hai un momento?”

#NERD  😁

Dopo questa settimana ieri sera ho riunito un po’ di amici, quelli di sempre, per una bellissima cena di arrivederci. Ragazzi vi aspetto in The Netherlands!!Per ora volevo solo dirvi Grazie 🐗.

Grazie a chi c’era, c’è stato e sempre ci sarà ❤

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Love You All

Ea

P.s. L’account di Skype è  andre_ea_93

Last Friday Night

Ci siamo. E’ ufficialmente l’ultimo venerdì sera. Sono pronta.

Ok quasi…la valigia non l’ho ancora fatta..Per ora ci sono 10 kg di pasta, qualche sugo pronto dai pacchi di natale, oh CAZZO…ho preso l’aceto balsamico per i momenti di malinconia ma ancora NIENTE PARMIGIANO REGGIANO!…e la famiglia Rossi non mi ha ancora recapitato i miei Tortellini preferiti.

Lo so, lo so…vi sento già..voi pallidi nordici: “Ea ma guarda che lì la pasta la vendono”, “Ma cosa ti porti a fare tutto quel cibo?”. Ragazzi NON POTETE CAPIRE…Non c’è niente da fare da brava terrona mi devo portare il cibo, “mamma mi ha dato gli avanzi..che poi se li butti è PECCATO.”   É una forma mentis..mia nonna direbbe “Le porto da giù perché da voi la roba non è buona”…e ha pure ragione.

Tralasciando il cibo ho già scelto le scarpe, SOLO 10, è stata dura ma ci sono riuscita, mi faccio i complimenti! Per chi ha discusso con me questo grave problema che affliggeva la mia esistenza devo rivelarvi che si..ho preso le jeffrey campbell da battaglia..miao.

Domenica scelgo i vestiti..

ANSIA? Si ne ho abbastanza ma accolgo la filosofia “Let things flow”.

Per stasera solo una frase…”Beviamo anche le pozzanghere”

Buona Vita

Ea

Last Friday Night – Katy Perry

Hello…it’s me..

Per chi si fosse perso tutte le foto con annesso countdown, cosa che non credo possibile, tra poco inizio il mio periodo Erasmus a Delft.

Questo blog è strettamente personale e nasce per raccontare quest’esperienza nel modo più veloce ed economico..un po’ perché odio parlare al telefono, un po’ perché voglio tenere una sorta di diario di questi 6 mesi..

Per ora vi regalo questa piccola perla..