Profumo di mandorle

"Ti piacciono le mandorle?"

"Si, molto"

Come faccio a spiegartelo quel “molto”?

Il richiamo arriva dritto dall’infanzia, non ho bisogno neanche di scavare troppo tra le sequenze. La macchina rossa arriva e si posiziona sempre nel solito fazzoletto di terra volgendo le spalle al mare.

“È arrivato il nonno, andate a prendere la spesa” urla mia nonna dal cucinino.

Esco scalza: marmo, mattone, pietra, terriccio, asfalto. Liscio e ruvido, caldo e freddo si alternano e li sento passare sotto la pianta del piede, ormai bruciata dal calore dell’estate. Prendo per prima la MIA busta bianca, quella del mercato, “Ti ho comprato 3 kg”.

E poi a tavola, il rituale che si ripete da quando ne ho memoria: una piramide di gusci verdi sul tavolo, uno strano arnese rosso fuoco tra le mani di mio nonno. Il guscio verde si rompe nonostante, a volte, la difficoltà di quella mano dolorante.

Così la tavola resta tra le briciole del pane di Laterza, la macchina di primitivo e le pellicine opache.

Per me il profumo di mandorle è affetto allo stato puro.

E anche tu ora profumi di mandorle.

Ea

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Not only pasta.

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Partiamo dal presupposto che sono orgogliosa di essere italiana, e che credo di essere cresciuta nel paese più bello del mondo.

Oggi è una giornata importante in Italia, la nostra repubblica compie 70 anni.

Questo post è sopratutto per i non-italiani, per tutti quelli che  mi hanno chiesto: Cosa c’è oltre gli stereotipi di “Pizza, Mafia, Spaghetti e Mandolino”?  Perchè mangiate sempre tutti insieme? Perché vi vestite sempre bene? ….Ma Berlusconi?

Che tu stia guardando la Dolce Vita di Fellini o la vetrina di  Gucci, nuotando in acque cristalline, sorseggiando un bicchiere di vino o grattugiando del parmigiano reggiano, sei a conoscenza di una piccolissima parte della nostra cultura. Con qualche video provo a portarvi nel nostro mondo.

1. Luoghi Comuni

2. Cibo

3. Famiglia

Attraversando il bel paese ci si rende conto come sia quasi impossibile trovare un elemento comune tra nord e sud, tra regione e regione, tra città e città. Tutto cambia rotolando su e giù per lo stivale: le tradizioni, la cultura, l’architettura, la cucina.  Se esiste un posto nel mondo dove vale la pena vivere, io l’ho già trovato, con tutte le sue difficoltà e controversie.

Essere italiani vuol dire essere riconoscibili dalla camminata, dai vestiti, dal modo di parlare e di gesticolare.  Vuol dire amare il cibo in ogni sua forma, tavolate di amici, parlare per ore con sconosciuti, salutare il vicino di casa, mettere l’ospite prima di tutto. Vuol dire che il 70% della popolazione sorride ogni giorno.

Potrei continuare con questa lista all’infinito…ma vi consiglio di venire a scoprire la meraviglia con i vostri occhi.

Buona Vita

Ea


We have to assume that I’m proud to be Italian, and I think I’ve grown up in the most beautiful country in the world.

Today is an important day in Italy, our republic turns 70. This post is especially for non-Italians, for all those who have asked me:

What can you find beyond the commonplace of “Pizza, Mafia, Spaghetti and Mandolino”?  Why do you always eat together? Why do you always wear fancy clothes? …what about Berlusconi?

Whether you’re watching Fellini’s Dolce Vita or Gucci’s window, swimming in crystal clear waters, sipping wine or grating parmesan cheese, you’re aware of a small part of our culture. With some short movies I try to bring you all into our world.

1. Common Places

2. Food

3. Family

Crossing “il bel paese” you’d realize that it is almost impossible to find things in common between north and south, from region to region, from city to city. Everything changes rolling up and down the boot:  traditions, culture, architecture, cuisine. If there is one place in the world where life is worth living, I have already found it, with all its difficulties and contradictions.

Being Italian means to be recognizable by  manner of walking, way of speaking and gesturing. It means to love food in all its forms, tables of friends, talking for hours with strangers, greet the neighbor, put the guest first. It means that 70% of the population smiles every day.

I could go on with this list…but I suggest you to discover the wonder for yourself.

Buona Vita

Ea

 

Se Parigi avesse lu mer sarebbe na piccola Bar

Indietro, sempre più indietro…non tengo il passo con i miei social. Lo scorso weekend sono andata  Parigi a trovare la mia amica giurista.  “Se Parigi avesse il mare sarebbe una piccola Bari” è , ogni volta che vado a Parigi, il mio mantra.

L’avventura è iniziata ale 22 di un NON-PIOVOSO venerdì sera. Lascio Delft con due valigie piene di cibo italiano per Serena. Ovviamente sono in ritardo. Rischio di perdere il treno. L’OV è senza soldi. Ricarica. Treno in ritardo….FIUUU

Parto da Den Haag alle 23  grazie alla mia nuova compagnia di trasposti preferita, Flixbus, arrivo a Parigi alle 5.30 di mattina. Sopravvivo alla bella gente davanti al palazzo dei congressi. Prendo la metro seguendo meticolosamente le indicazioni e alle 6 sono davanti al portone di ZIASERE. Ovviamente era andato tutto troppo bene e quindi non avevo più credito sul telefono e non sapevo come contattare l’apriporta. Il sabato mattina doveva ancora iniziare e io ero sveglia da 2 ore e seduta su delle scale di legno al freddo. ODIO PARIGI.

Nonostante l’inconveniente la giornata mi ha regalato un sole inaspettato che ha accompagnato i miei 15km di passeggiata. Rotolando verso la Senna ho scoperto una nuova Parigi e, mentre la città di svegliava, ho per la prima volta apprezzato questa città.

 

Merita particolare attenzione la casa degli artisti dove vive Serena, un appartamento dal pavimento scricchiolante, che lascia le misure di sicurezza fuori dalla porta. Pieno di qualsiasi tipo di oggetto ma che riflette la personalità della proprietaria, una signora sulla sessantina arzilla e piena di vita. Nel suo disordine la casa è intrigante, libri, opere d’arte, pentole, fotografie, schizzi, tutto è incastrato e se non siete allergici alla polvere tutto questo può essere solo affascinante.

Dal punto di vista culturale, tralasciando la terribile esperienza d’arte contemporanea al Palais de Tokyo, la più grande scoperta è stata la Città dell’Architettura e del Patrimonio. Un intero museo dedicato alla storia dell’architettura francese, con riproduzioni anche a scala reale di facciate, transetti e decorazioni. Ero andata solo per la mostra su Renzo Piano e sono stata piacevolmente sorpresa anche da tutto il resto.

Ultima ma non per importanza la Foundation Louis Vuitton. Una masterpiece di Frank Gehry nel cuore dei Jardin d’Acclimatation nel Bois de Boulogne. All’interno la mostra “Bentu. Chinese artists in the time of turbulence and trasformation”

Del viaggio c’è anche QUALCHE testimonianza della presenta della francofona PepeGi e della Torre

 

Un ringraziamento speciale alla mia Vez preferita, grazie alle tue gambe che non tengono il ritmo. #erasmuspepegi

BUONA VITA

Ea

 

FOOD&SELFIE

Sono in lavanderia aspettando di recuperare i resti del reggiseno che l’asciugatrice mi sta distruggendo.

Questa settimana è stata impossibile, non ho avuto il tempo di scrivere nulla e continuo a rimandare l’articolo per il giornale..ma prima o poi ce la farò. Non vedo l’ora sia giovedì alle ore 18 per disfarmi di birre ad 1 € al pub!

Visto che è passato troppo tempo dall’ultima volta, e visto che scrivere un post sui ricordi non è mai una bella idea..ho saggiamente deciso di postare una galleria fotografica che parla da se: FOOD&SELFIE.

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Breve ma intenso.

Ea

L’uomo sogna di volare.

“L’uomo sogna di volare…
Guardare dall’alto,
planare sul mare “

Con questa citazione potrei riassumere gli ultimi giorni! Il vento ha raggiungo i 100 km/h e devo ammettere che la mia attività preferita è diventata guardare i ciclisti cadere.

Con queste raffiche dormire la notte non è stato proprio facile…ma dall’insonnia è nata questa foto molto artistica…

IMG_8469.jpgSono stati anche giorni dove le conoscenze si sono approfondite, riconosco volti, ricordo i nomi, le strade..e inizio a diventare dutch..ho documentato il mio cambiamento. Ho comprato una bottiglietta, talmente brutta ed economica che appena torno la butto, all’Ikea non ho resistito ad un poncho per la pioggia, fa sempre comodo per noi ciclisti Olandesi.  Cosa più importante…le mie abitudini alimentari stanno cambiando…sono in grado di mangiare un’intera mela CONLABUCCIA.

Dal punto di vista culinario, diciamo che ognuno ha un approccio alternativo! Venerdì sera, io ed Ilaf abbiamo organizzato una cenetta qui nel nostro cozy appartment  (#room334delft), abbiamo deciso il menù, fatto la spesa e nel momento di impiattare la pasta al pesto………mi è toccato sentire “Pesto pasta with chicken” (che secondo loro è un piatto tipico Italiano…). Quindi sul mio fantastico pesto italiano abbiamo posizionato il pollo. Per punirmi ancora di più all’IKEA ha comprato una pizza surgelata, ma quella proprio non ce l’ho fatta a mangiarla, per farsi perdonare ha cucinato un ottimo riso con pollo e salsine strane.. ❤

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La foto dell’IKEA è per dimostrare che di domenica mattina abbiamo lottato contro il vento e siamo andate a piedi a comprare uno scaffale per il bagno..

 

Buon Vento

Ea