Da dove vieni? Where are you from?

"ciao, piacere GINO PAPERINO"

Io intanto sto pensando a come mi chiamo, e ovviamente non ascolto il suo nome.  (Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare Facebook, per aver migliorato la mia vita da questo punto di vista)

"Andrea, piacere"

A questo punto le situazioni sono 2:

  1. "Andrea non è un nome da maschio?"

    Devo ammettere che con il passare del tempo ho smesso di chiedermi il perché di questa domanda così idiota. Ma tendo a rispondere “eh si, i miei sono fantasiosi”, “Alla fine mi è andata bene, mia madre voleva chiamarmi Selvaggia” o se il tono della pregunta non è di mio gradimento “chi ti dice che non lo sia?”. #figadimerda

  2. "ciao da dove vieni?"

Dopo 22 anni a cui rispondo alle stesse domande, mi sorprendo di non aver          trovato ancora quella giusta.

QUESTA E’ LA FATIDICA DOMANDA. “Where are you from?” Nonostante la mia vita sia stata piuttosto lineare, questa domanda mi destabilizza tutte le volte. Sono nata a Taranto, sono cresciuta in un paese tra Modena e Bologna, (ma lo sai che lì hanno inventato il tortellino?), e ora vivo a Modena, la città della Ferrari, ma studio a Bologna.

A volte la gente non si accontenta e ci tiene a mettermi in difficoltà e incalza con

"Si va beh ma qual'è casa tua?"

Il problema è che non ho una risposta a questa domanda, o forse si…

Sono legata alla mia vita quotidiana a Modena, ma soprattutto alla sua provincia. Qui ho dato i primi baci, ho imparato a guidare, conosco le strade, i ristoranti, i volti. Ma non ho un senso di appartenenza al luogo, piuttosto alle persone.

La mia casa è una piccola località balneare dove sono cresciuta e dove torno sempre: Porto Pirrone, Leporano, Taranto, Puglia, Italia, Europa, Mondo.. La mia infanzia l’ho spesa costruendo capanne in giardino, scavando nella terra, correndo sugli scogli, tuffandomi nel mare, insomma…facendo tutto quello che una femmina-maschio possa fare fino ai 10 anni.

Il posto che io chiamo casa ha tutto quello che mi fa stare bene quando lo ritrovo in giro per il mondo, tipo….

Il colore del cielo,

Il rumore delle onde,

Il profumo del timo selvatico,

Le buganvillee che si arrampica sul muro bianco,

Il gelsomino che profuma la strada verso il mare,

La lucertola che immobile davanti al sole,

Il tramonto dietro la torre costiera,

I bambini per strada,

I ricci sotto i piedi,

Il sale sulle labbra,

I fiori di cappero,

Le cene in famiglia.

A poco è servito aver vissuto 16 anni su 22 in un altra città, è sempre al sud che vorrò tornare, NEL MIO POSTO NEL MONDO.

Viaggi, viaggi e non vai da nessuna parte.

La mia casa è Porto Pirrone, perché se un giorno scomparissero tutti è proprio lì che vorrei tornare.

BUONA VITA,

Ea


“Hi, nice to meet you, I’m GOSLING.”

While you are pronouncing these words I’m thinking about my own name and I forgot to listen his. (I’d like to thank Facebook for helping me matching faces and names)

“Andrea, Nice to meet you”

At this point there are only 2 possibilities:

1. “Andrea? Isn’t it a male name? I just met an Andrea from Italy..he was a man.”

I have to admit that as time goes by I stopped asking myself the reason for this humiliating question. Usually I answer “ Oh yes..my parents are creative” or “well…my mother wanted to call me Selvaggia (WILD in english)” sometimes if I don’t like the tenor of the question I roll out the big guns.. “ Who told you that I’m not” (#BITCH).

2. “Hi, where are you from?”

I’ve been answering this question thousands of time, but let’s figure it out together.

Hundred dollar question…”Where are you from?”

Although my life has been pretty straightforward, this question bothers me every time. I was born in Taranto, I grew up in a town between Modena and Bologna, (Tortellino was invented here (Y)), now I live in Modena, the city of Ferrari, but I study in Bologna.

Sometimes people are not satisfied and….

“Ok..but where do you belong to?”

I’m not sure to have the right answer for this question..

I’m attached to my daily life in Modena, especially to his province. Over there I gave my first kiss, I learned how to drive, I know every single street, restaurants, faces. But I do not have a sense of belonging to the place, rather to people.

My HOME is a small village where I grew up and where I go back every time I can: Porto Pirrone, Leporano, Taranto, Puglia, Italy, Europe, World. I spent my childhood building huts in the garden, digging holes with bare hands, running on rocks, jumping into the sea, well … I did everything that a tomboy could do up to 10 years old.

The place I call home has everything that makes me feel good when I find it around the world, like….

The color of the sky,

The noise of the waves,

The scent of wild thyme,

Bougainvilleas climbing on a white wall,

Smelling Jasmine walking towards the sea,

Lizards basking in the warm rays of sunlight,

The sunset behind the coastal tower,

Children playing in the street,

Sea urchin spine under feet,

Salt on the lips,

Caper flowers,

Family dinners.

So…this is my place in the world.

 

My house is porto pirrone, because if suddenly everyone disappear that’s the place I’d like to go.

BUONA VITA

Ea

 

 

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